18 Settembre 2020

Investitori Istituzionali

Complice la crisi del 2008, gli investitori istituzionali e i gestori, oggi, devono affrontare i mercati con la necessità di maggiore controllo dei rischi, sotto le di investitori e regolamentatori. Questi ultimi, in particolare, richiedono maggiore trasparenza su asset e operatività connesse ai rischi degli investimenti. Inoltre, complice il crollo simultaneo di molte asset class anche tra loro non correlate, le istituzioni hanno messo in discussione concetti base come la diversificazione e strategie consolidate da Portfolio Theory e cercano sempre più nuovi strumenti per la protezione del valore dei portafogli gestiti e il controllo della volatilità. La società di Ricerca e consulenza sui servizi finanziari TowerGroup, tra aprile e maggio 2010, ha condotto un’indagine, coinvolgendo trenta Istituzionali e Asset Manager, il cui principale obiettivo è stato quello di discernere il ruolo che stanno assumendo le opzioni nelle strategie di investimento degli operatori.

Il 65% di essi ha dichiarato di volere espandere l’utilizzo delle opzioni sia per gestire il rischio che per accrescere i rendimenti.
Il fallimento nel controllare il rischio di controparte e di strumenti finanziari poco trasparenti durante la crisi finanziaria, ha portato a maggiori controlli interni ed esterni sulle attività di banche e istituzioni. La riforma finanziaria del 2010 ha incluso una serie di disposizioni normative tali da favorire la migrazione della negoziazione over-the-counter dei contratti derivati su borse regolamentate con l’obiettivo di ridurre l’esposizione al rischio di controparte e incentivare la trasparenza.
La decisione della SEC di ridurre la marginazione richiesta a dealers, hedge fund, trader proprietari e altri operatori ha accresciuto sempre più l’appeal per la copertura delle diverse asset class: azioni, indici, etf, ecc. Gradualmente, tutto ciò sta incentivando l’utilizzo delle opzioni. Nonostante queste dinamiche, complice il restringimento degli spread e la bassa visibilità sui volumi nel trading elettronico, i compratori d’opzioni si rivolgono ancora per la maggior parte al mercato over-the-counter, con blocchi di ordini telefonici tramite grossi dealers.
Una migliorata liquidità sulle Borse regolamentate, così come i necessari approfondimenti conoscitivi di uno strumento comunque complesso anche per gli istituzionali, accresceranno la credibilità e la diffusione delle opzioni. Senza dubbio sta crescendo l’utilizzo strategico delle opzioni anche tra gli asset manager che hanno sempre più esigenza di incrementare le performance con modalità di rischio controllato.
Alcune strategie con le opzioni, come il collar, offrono i mezzi per raggiungere sia un incremento dei rendimenti, sia una minore volatilità.

Uno studio recente condotto dal Isenberg School of Management’s Center for International Securities and Derivatives Markets (CISDM) dell’Università del Massachusetts ha dimostrato come, lungo un periodo di 108 mesi (marzo 1999-marzo 2008), una variante del collar applicata all’ETF sul Nasdaq QQQ ha realizzato una performance cumulata del 150%, contro l’ETF che ha perso il 12% del proprio valore, con un abbattimento della volatilità del 65%.
La strategia, passivamente applicata reiterando la vendita di una CALL ATM ad 1 mese e l’acquisto di una put ATM a 6 mesi, evidenzia come la sovra performance sia stata realizzata nei primi quattro anni di Indice negativo (fino al marzo 3003) mentre nel periodo di up-trend successivo si è avuto uno svantaggio relativo.
Rileva che sul periodo complessivo dei 108 mesi il sottostante QQQ ha conseguito un rendimento negativo annualizzato del -1,69%, con una volatilità media del 29,93%; di contro il rendimento annualizzato della strategia coperta è stato del +12,11% con un abbattimento della standard deviation al 8,63%. Ancora, il massimo drawdown dell’ETF ha raggiunto -80,44%, ridotto a un mero -8,42% dal collar!
Sebbene le strategie di hedging non siano perfette, soprattutto se applicate passivamente, i vantaggi di potenziali miglioramenti di performance e riduzione di volatilità valgono senza dubbi gli sforzi connessi alla loro comprensione ed implementazione.
Gli Indici Buy-Write del Chicago Board Option Exchange così come altri nuovi benchmark correlati ai collar hanno aiutato a codificare i target contro i quali i gestori possono comparare le loro performance. Questi standard servono a legittimare e promuovere le opzioni come Asset Class e rappresentano importanti driver per “l’istituzionalizzazione” del business. L’indagine di TowerGroup dimostra come il focus degli istituzionali sia su rischio e income strategy: l’80% degli intervistati credono che le opzioni siano principalmente un mezzo per la copertura dei portafogli, oltre il 60% crede che siano utili per strategie che assicurino cash-flow aggiuntivi mentre riducono i rischi e il 50%
le considera uno strumento per accrescere i rendimenti.

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