24 Agosto 2019
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Certificati “worst of”, evitare quelli con cinque titoli azionari sottostanti

30-07-2019 07:57 - Focus Options & Certificates
I certificati con sottostanti un paniere di titoli azionari del tipo “worst of”, ovvero quelli che legano la performance e la protezione del capitale al peggiore dei titoli, sono strumenti rischiosi, soprattutto quelli che arrivano a cinque sottostanti tra loro decorrelati.

Sono soprattutto gli emittenti, banche d’investimento, di matrice estera, che non avendo filiali bancarie in Italia o accordi distributivi con reti di promotori finanziari propongono queste emissioni, il cui successo è correlato agli investimenti sostenuti per promuoverne la vendita sul mercato secondario: sono costi spesso più elevati rispetto alle emissioni e ai collocamenti che trovano facile sbocco sul mercato primario grazie all’azione distributiva delle Banche e dei Private Banker.

Occorrono per questo prodotti attrattivi, con richness elevata, necessaria per giustificare commissioni implicite elevate. Se però gli investitori leggono e sono attratti dalle potenziali performance, non altrettanto hanno i mezzi necessari per individuare i rischi connessi ai basket di titoli e soprattutto alle politiche di ammortamento dei costi, non così esplicite.

Strutturare uno strumento con rendimenti interessanti, è intuitivo, significa far acquisire fonti di rischio e questo si può fare aumentando le componenti sottostanti.

ALCUNI ESEMPI

Riprendendo i dati forniti da un noto emittente, relativi a qualche mese fa, a titolo d’esempio, evidenziamo di seguito le possibili opzioni che si presentavano in fase di strutturazione di un prodotto avente come sottostante, inizialmente, il solo titolo Unicredit, scadenza a tre anni, Barriera protezione capitale al 70% di tipo europeo, cedole trimestrali con effetto memoria e trigger level all’ 85%, livello autocall al 100% con osservazione trimestrale. Il rendimento Annuo di questo certificato si attestava al 5,75%.

  • Aggiungendo il titolo ENI il rendimento annuo saliva al 9,16% (worst of 2: UNICREDIT, ENI).
  • Aggiungendo il titolo GENERALI il rendimento annuo saliva al 12,40% (worst of 3: UNICREDIT, ENI, GENERALI).
  • Aggiungendo il titolo INTESA il rendimento annuo saliva al 15,76% (worst of 4: UNICREDIT, ENI, GENERALI, INTESA).
In questo caso, si può notare un discreto incremento del rendimento del coupon all’aumentare del numero dei sottostanti, ma ciò succede per la scarsa correlazione che i titoli hanno tra loro (titoli appartenenti a settori diversi); ne consegue un rischio elevato, peraltro difficilmente gestibile nel corso della vita dello strumento a causa dell’impossibilità di quantificare l’esposizione complessiva del prodotto ad un settore o ad un’asset class; implementare un dynamic hedging, come potremmo suggerire, non è operazione alla portata del normale investitore “fai da te”. Si consideri inoltre l’incremento delle correlazioni nelle fasi negative di mercato.

Se invece un “worst of” venisse costruito con un elevato grado di correlazione implicita tra i titoli (per es. 80%), oltre a un livello di coupon generalmente più basso, per ogni titolo addizionale si avrebbe un incremento di rendimento trascurabile, con un valore addizionale decrescente della correlazione implicita, come dimostra un semplice esempio acquisito da Bloomberg:

  • Rendimento coupon per un prodotto con un solo titolo: 7,25%
  • Rendimento coupon per un prodotto con due titoli (worst of 2) : 9,20% (+1,95%)
  • Rendimento coupon per un prodotto con tre titoli (worst of 3) : 10,20% (+1,00%)
  • Rendimento coupon per un prodotto con quattro titoli (worst of 4) : 11,20% (+1,00%)
  • Rendimento coupon per un prodotto con cinque titoli (worst of 5) : 11,60% (+0,40%).
Investire nei worst of di questo tipo, ovvero quando la correlazione implicita è già alta, comporta anche in questo caso un certo livello di cautela e di attenzione: un rientro su valori storici più bassi delle correlazioni si rifletterebbe in un prezzo del prodotto mark-to-market inferiore.

L’investimento sui “worst of” deve essere effettuato al termine di un processo di valutazione che va oltre l’analisi tecnica e fondamentale dei vari titoli sottostanti, presi singolarmente e il ruolo del Market Timing è determinante.

[Realizzazione siti web www.sitoper.it]
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