23 Settembre 2017
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Covered Call

Covered Call Writing non solo una strategia ma una vera e propria filosofia di investimento tramite la quale un elite di investitori gestisce il proprio patrimonio in modo professionale, nutrendo la ragionevole aspettativa di sovraperformare in modo costante i mercati di riferimento, contemporaneamente riducendone volatilit e rischi di almeno il 35%.
Operare con le covered call significa approcciare i mercati finanziari riunendo i vantaggi dell’investimento azionario ed obbligazionario. Nel medio termine la strategia consente di beneficiare totalmente del rialzo dei mercati azionari abbattendo la volatilit e fornisce la flessibilit di personalizzare il trade-off rischio-rendimento sulla base degli obiettivi individuali.

Buy Write l’altro nome che identifica la strategia d’investimento Covered Call Writing.

Negli Stati Uniti, la strategia oltre ad essere adottata dagli investitori istituzionali, ha molto successo tra i privati, tanto che la Borsa delle opzioni di Chicago ha costruito diversi Indici benchmark, il principale dei quali il : BXM - CBOE S&P 500 BuyWrite Index. L’indice misura il rendimento in termini di total return di un’ipotetica strategia di covered call applicata al S&P 500 consistente nella costruzione di un ipotetico portafoglio dei 500 titoli componenti l’Indice contro cui sono vendute opzioni CALL at-the-money sul S&P 500 stesso, in successione mensile. La strategia presuppone che le opzioni CALL siano mantenute sino alla scadenza (terzo venerd di ogni mese).

Gli Indici, per definizione, sintetizzano delle strategie covered call completamente passive, sono quindi cosa ben diversa dal gestire attivamente posizioni covered call, tuttavia utile partire da benchmark oggettivi per capire le potenzialit della strategia.

Asset Consulting Group, societ di consulenza e rinomato successo negli USA, nel 2012, ha pubblicato uno studio sulle performance del BXM dal giugno 1986 fino a dicembre 2011, che ha riguardato in particolare il rapporto rischio/rendimento di questo Indice relativamente al benchmark azionario del S&P500.
Come si nota dalla tabella sopra in oltre 23 anni di test, il rendimento annualizzato del S&P500 stato del 9,03%, una performance molto simile a quella del BuyWrite Index che ha reso il 9,14%, tuttavia quest’ultimo Indice ha evidenziato una volatilit inferiore del 30/35% rispetto a quella del S&P500: la standard deviation del BXM stata pari al 11,40% contro il 15,90% del S&P500.
Nel grafico sotto sono invece riportate 282 rilevazioni dei rendimenti mensili dei 2 Indici. L’Indice S&P 500 evidenzia un range di rendimenti molto pi ampio rispetto alla strategia BXM che invece concentra la maggior parte dei rendimenti mensili nell’intervallo tra il -2% e il +4%. Particolarmente interessante la limitazione del “Left Tail-Risk” del BXM: i mesi con performance negative superiori al -6% sono dimezzati rispetto all’Indice azionario.
L’immagine sotto una rappresentazione visuale dei rendimenti trimestrali della strategia BXM rapportati ai risultati del S&P 500. Si nota che il BXM correlato all’Indice S&P 500 ma presenta una sistematica capacit di proteggere gli investimenti azionari durante le fasi di ribasso al costo di una sottoperformance in caso di spike particolarmente rialzisti dei mercati.
Infine lo studio dimostra che se nella costruzione di un portafoglio tradizionale con classica Asset Allocation 60% Azioni / 40% Obbligazioni, si inserisce un 10% di asset con strategia BXM a fronte di rendimenti similari si ha comunque un’apprezzabile riduzione della volatilit.

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